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Meno sale nei piatti vuol dire anche più salute a tavola

Thomas Tai / Meno sale nei piatti vuol dire anche più salute a tavola

Meno sale nei piatti vuol dire anche più salute a tavola

Alimentazione

sTai-Bene_immagine-blog-sito_19-4-2018Non consumare più di 5 gr di sale al giorno: è questa la raccomandazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Che il consumo eccessivo di sale nell’alimentazione sia responsabile delle malattie cardio-cerebrovascolari, di tumori, osteoporosi e malattie renali è ormai un fatto accertato. Tanto che la riduzione di sale nell’alimentazione è una priorità non solo dell’Oms, ma anche di tutti i Paesi dell’Unione europea. Da un’indagine del Centro di controllo delle malattie del Ministero della Salute è emerso che negli uomini il consumo di sale è di 10,8 grammi, mentre nelle donne di 8,4 grammi. Non va bene nemmeno nei ragazzi, tra gli 8 e gli 11 anni. Anche qui i valori medi di consumo sono al di sopra delle raccomandazioni dell’Oms e si para di 7,4 grammi al giorno nel caso dei maschietti e di 6,7 grammi per le femminucce. Dalle analisi condotte su un campione di soggetti ipertesi è emerso, poi, che anche in questa parte della popolazione che sarebbe ovviamente a rischio, oltre il 90% degli uomini e l’80% delle donne consuma più di 5 grammi di sale al giorno. Eppure, in questi casi si è fatto molto per cercare di diminuire la quantità di sale ingerita con i pasti. E qualche risultato a dire il vero è arrivato. Come nel caso del programma “Meno sale più salute”, frutto della collaborazione tra il ministero della Salute e le associazioni dei panificatori, che ha portato a una riduzione del 12% del consumo di sale nell’alimentazione. Ma alla fine, facendo i conti, la quantità di sale che prendiamo resta, comunque, quasi il doppio di quella raccomandata dall’Oms.

Thomas Tai