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Cibo scaduto, controlla l’etichetta!

Thomas Tai / Cibo scaduto, controlla l’etichetta!

Cibo scaduto, controlla l’etichetta!

Alimentazione

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Dal pomodoro che può essere usato anche dopo la scadenza, alla pasta da conservare in luoghi asciutti, al pane che può essere congelato a fine giornata. Sono molti i cibi che si possono mangiare oltre la dicitura da “consumarsi preferibilmente entro” e, per fugare ogni dubbi, il ministero della Salute, ha messo online anche un manuale, proprio per garantire da una parte la sicurezza degli alimenti e dall’altra incentivare a recuperarli riducendo gli sprechi. Nel manuale il cibo viene diviso in tre diverse categorie di rischio, ognuna con indicazioni precise. Ad esempio, quelli che hanno la dicitura “consumare preferibilmente entro” possono essere usati anche dopo la data indicata, purché ci siano alcune caratteristiche. Quindi, il cibo scaduto non deve essere sempre gettato nell’immondizia. La data di scadenza che viene riportata sulle confezioni di prodotti alimentari indica la data fino alla quale il prodotto è igienicamente idoneo ad essere consumato, sempre che vengano rispettate correttamente le istruzioni di conservazione. La dicitura “da consumarsi entro”, seguita dalla data, deve essere obbligatoriamente riportata sulle confezioni dei prodotti alimentari preconfezionati, che vanno incontro a una rapida deperibilità quali, ad esempio, carni fresche, formaggi freschi, latte e prodotti ittici freschi. Sulle confezioni, inoltre, sono riportate anche le condizioni di conservazione. Dal momento in cui la data di scadenza viene superata, il consumo dall’alimento può essere pericoloso per la salute a causa della proliferazione di batteri. Nel caso di prodotti alimentari non soggetti a rapida deperibilità, la dicitura “da consumarsi entro” viene sostituita dalla dicitura “da consumarsi preferibilmente entro”. Per i prodotti alimentari conservabili per un periodo inferiore ai tre mesi, sono sufficienti le indicazioni di giorno e mese di scadenza. Per i prodotti conservabili dai tre ai diciotto mesi è sufficiente indicare l’anno di scadenza. Per determinati prodotti l’indicazione del termine minimo di conservazione non è obbligatorio, come vino, aceto, sale e zuccheri allo stato solido, pane, bevande alcooliche e gomme da masticare.

Thomas Tai

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